Report ENISA 2026: ransomware in testa e fornitori anello debole

Report ENISA 2026: ransomware in testa e fornitori anello debole

Ottobre è il Mese europeo della sicurezza informatica e, come ogni anno, è il momento giusto per fare il punto. Il riferimento è il Threat Landscape 2026 di ENISA, l’Agenzia dell’Unione europea per la cybersicurezza, pubblicato il 22 settembre: analizza gli incidenti avvenuti negli Stati membri nel corso del 2025.

I numeri principali

  • Tra gli eventi legati alla criminalità informatica il più frequente è il ransomware (40%), davanti alle violazioni di dati (31%) e alle frodi (19%).
  • Nel 2025 sono state registrate oltre 48.000 nuove vulnerabilità nei software, il 22% in più rispetto all’anno precedente.
  • Quando si è riusciti a capire da dove è entrato l’attaccante, nel 60% dei casi ha sfruttato una vulnerabilità.
  • Gli attivisti informatici hanno rivendicato 4.709 attacchi, quasi tutti per mettere fuori uso siti web sommergendoli di richieste (DDoS).
  • Le frodi sugli investimenti online sono costate circa 4 miliardi di euro nello Spazio economico europeo nel 2024, secondo l’Autorità bancaria europea.

Il punto debole: chi lavora con noi

Il messaggio più importante del rapporto riguarda le dipendenze: fornitori di software, servizi gestiti, piattaforme cloud. Basta un fornitore compromesso per aprire la porta a decine o centinaia di clienti. ENISA osserva anche che i confini tra criminali comuni, attivisti e gruppi legati a Stati si fanno sempre più sfumati, e che l’intelligenza artificiale è ormai usata per automatizzare gli attacchi, per esempio per scrivere email di phishing credibili, mentre i sistemi di IA delle aziende diventano a loro volta un bersaglio.

Cosa significa per una piccola attività

Il rapporto parla di grandi infrastrutture, ma le lezioni valgono anche per uno studio professionale, un’azienda agricola o un negozio online:

  • Aggiorna tutto: sito, plugin, sistema operativo, router, NAS. La maggior parte degli attacchi sfrutta falle già note e già corrette.
  • Fai l’elenco dei tuoi fornitori digitali (hosting, gestionale, email, cloud, consulenti con accesso remoto) e chiediti cosa succede se uno di loro si ferma o viene attaccato.
  • Attiva l’autenticazione a due fattori su email, hosting, home banking e pannelli di amministrazione.
  • Tieni copie di sicurezza separate e verificate, con almeno una copia non collegata alla rete.
  • Forma chi lavora con te a riconoscere le email sospette: con l’IA sono sempre più convincenti.

Se vuoi sapere quanto sono esposti il tuo sito o la tua rete, posso fare una verifica di sicurezza e consegnarti un elenco chiaro delle priorità, con tempi e costi.

Fonti: ENISA – Threat Landscape 2026 · Actainfo · data.europa.eu